WRITING

Spot USL 321
by Spot

Writing al sale di Cervia parte 1
Tag
Spot
Crew
USL 321
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Writing al sale di Cervia parte 1
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Prequel

1983
Mi portano a vedere Flashdance e in quel famoso minuto di danza rimango "flashato per via di flashdance” (Cit.: DJ Gruff), così nell’estate del ‘84 vado in fissa e cerco cose che sono legate al breaking: guardo come ipnotizzato una trasmissione su Rai Tre che fa vedere delle crew che ballano e registro su cassetta tutto quello che c’è di elettro alla radio per ballare; inoltre vengo a conoscenza di gare, descritte come internazionali, nella discoteca Geo a Gatteo Mare poco distante dal mio paese.

1985
Esce nelle sale Ritorno al Futuro e piano piano parte la prima ondata di skateboarding a livello globale, iniziando a seguirla tra l’86 e l’87, anche grazie alla rampa enorme che il comune di Cervia aveva fatto costruire. Ma cosa c’entra con il writing? Per me c’entra, eccome…

Il mancato contatto

1989 

Per quanto mi riguarda la “colpa” della passione per il fare pezzi purtroppo non è da imputare alla famosissima murata fuori dal Riò di Dayaki e Zero T, ai tempi mi fregava solo dello skate, avevo iniziato da poco, il Parco 5 Pini con la pista dove avevamo le rampe era a 100 metri da lì; mi ricordo che un amico skater mi disse che stavano facendo un murales al Riò… roba che avevo visto nella grafica della Jeff Kendall della Santa Cruz (ma questa era molto Venice Beach). In quel periodo l’influenza della musica era aggressiva, Thrasher magazine recensiva rock di tutti i tipi, le grafiche più apprezzate Powell Peralta e Santa Cruz con un immaginario decisamente macabro e gotico, i miei miti erano i due illustratori di questi capolavori Courtlandt Johnson (per P.P.) e Jim Phillips (per S.C.).
Sono andato una sola volta a vedere questi tipi che dipingevano al Riò, bello eh, ma non mi aveva stregato, non mi interessava tentare di comprendere il codice delle lettere (“c’erano delle lettere?”), forse troppo per me, dei veri artisti, ma in quanto tali, lontani, riconoscevo le doti, ma non “capivo”, lo spray per fare cose così? Troppo difficile

Mi viene regalato 3 Feet High and Rising dei De La Soul, che stravolge la mia idea del suono aggressivo che in quel periodo aveva per me il Rap: RUN DMC e Beastie Boys, che ascoltavo in radio, passava in alcuni video e di cui ogni tanto se ne sentiva parlare come la peste sui TG, anche se “era portatore di messaggi da parte della comunità nera”, era ovviamente affascinante per un adolescente che faceva la sua parte come skater.

Esce Fa’ la cosa giusta
Grazie al film con alcuni miei amici skater ci appassioniamo ancora di più alla musica e al rap & co.
Quel film provate a rivederlo oggi…

La scintilla del Writing

1990
Gita del liceo a Parigi, compro alla Fnac It takes a nation of millions to hold us back (‘88) altra pietra miliare che aggiungo alle mie preferenze musicali.

In quella primavera al Parco 5 Pini si svolge un importante contest di skate, negli anni come skater abbiamo conquistato tutta la pista da pattinaggio e ora è tutta attrezzata a rampe grazie alla sponsorizzazione di un negozio sportivo (Camprini Sport), arrivano skater da tutta Italia e esce su riviste di settore e anche una rivista nazionale ne parlerà (King Magazine).

Locandina del contest al parco 5 Pini disegnata da Spot, 1990
Locandina del contest al parco 5 Pini disegnata da Spot, 1990

1991Il contagio

Quello vero e proprio allo spray è avvenuto, quando per caso ho conosciuto alcuni skater che venivano per girare in skate al Parco 5 Pini, nello specifico Wolf (della Camlez Mob Bologna), vedevo sulla sua tavola delle scritte (Tag) e scoprì che ballava freestyle… quell’estate rimaneva a Pinarella, a pochi passi dal negozio di mio babbo. Così ho conosciuto Wolf e poi Shorty che mi invitarono a vedere delle foto dei pezzi di Bologna, scoprì così: la linea di Bologna, i giardini Margherita, i pezzi di Rusty e Dayaki; vidi le prime fanzine, l’anno dopo comprai da loro la mia prima fanza, un numero di On The Run, dove vidi i primi treni e metro europei.

Quell’estate conoscemmo anche due PR del Cotton Club, una discoteca sul lungomare di Cervia: due bolognesi che ci facevano impazzire raccontandoci aneddoti su quello che succedeva a Bologna, la quale, in confronto alla ridente riviera sembrava NY. Al mare ce la giocavamo con i locali, la musica, il ballo, il famigerato diveritimentificio ma le “cose vere” succedevano nel capoluogo della nostra regione. Ci raccontavano delle serate all’INK (Isola nel Kantiere) e di personaggi che la frequentavano.

125 Camels al l'Isola nel Kantiere 1990 - Foto courtesy of Rusty SPA
125 Camels al l’Isola nel Kantiere – Foto courtesy of Rusty SPA

Sulla rivista Skate Snow Board esce un articolo che parla del Writing da parte di Sid, l’articolo è un riassunto di quello che scrive sulla sua fanzine Alleanza Latina.

Un articolo di Sid pubblicato su Skate Snow Board, 1991. Collezione Pietro Rivasi
Un articolo di Sid pubblicato su Skate Snow Board, 1991. Collezione Pietro Rivasi

Dipingo una parete all’interno del negozio di abbigliamento street a Cesena, il Double Key, la prima commissione e in un negozio che poi è stato un punto dove orbitava la scena locale.

Bozzetto per una t-shirt di Double Kay Shop realizzato da Spot, 1993
Bozzetto per una t-shirt di Double Kay Shop realizzato da Spot, 1993

1992
A Pasqua venni a sapere che a Pinarella c’erano Wolf e Shortie, li andai a trovare e mi dissero che erano venuti anche per dipingere, gli chiesi di partecipare come palo, ma non venni “invitato”.

Mi dissero solo di andare a fare un giro alle colonie a Pinarella il giorno dopo.
(in questo caso le colonie sono quelle al mare e non quelle dove si alloggia).

Il pezzo mi mostrò la genialità dei writer, che non è solo l’idea del Getting up o del bomber, ma di trovare un posto che si svela allo sguardo solo una volta dipinto, prima è solo uno dei tanti muri che incroci distrattamente con lo sguardo.
Dipinsero la colonia a nord sullo spazio a fianco alla colonia a mare di Modena, cosa aveva di geniale?! Che la colonia di Modena è una delle pochissime larghe e che non è disposta a pettine come tutte le altre ma è costruita di taglio (parallela al mare) e quindi apre uno spazio, come una piazza e rende ben visibile “la schiena” delle colonie che sono di fianco, le colonie in quest’area sono mooooolto più visibili rispetto alle altre, che sono tutte serrate appunto, come i denti di un pettine.

Fecero Wake Up in uno stile più nord-europeo, non c’era più il wild style del Riò, forme delle lettere nuove più pulite, colorazione più lineare, più simili a quello che si vedeva ad Amsterdam, e lo dipinsero in alto, vicino al tetto della colonia.
Mi resi conto che le mie bozze erano in ritardo rispetto a loro, io guardavo alla complessità, loro erano già “in azione”.

Primi ‘90
Di lì a poco andai a dipingere davanti a quel loro pezzo, nella colonia di fronte (guardando a sud). Il muro non era altrettanto buono, ma presi tutta la murata, vista la scarsità di mezzi lo feci in “sfruit-style” ovvero sfruttai il bianco di base della colonia per l’interno delle lettere e feci lo sfondo fuori dalle lettere con il poco argento che avevo… In pratica il contrario di un argentone.

In quella zona di colonie abbandonate al mare a Pinarella ci tornai anche con Done, perché abbastanza tranquilla protetta dalla pineta, ci andai anche da solo, e durante un capodanno a realizzare un argentone.

Primo pezzo di Spot - 1991
Primo pezzo di Spot – 1991

Sempre alle colonie di Pinarella, d’estate ci portai a dipingere anche Chob e Longe.

Giugno del ‘93, per la stagione estiva viene dipinto l’interno di una discoteca a Milano Marittima il Thai (d’estate lo chiamavano Flintstone con la gestione del Vidia), lì conosco la BH di Rimini. Nelle estati a seguire ci alterneremo su quei muri…

Spot al Flinston, 1994
Spot al Flinston, 1994

FS Report

Nel 1994 inizia l’avventura di FS Report grazie a Done, segue…

Due numeri di FS Report. Collezione Pietro Rivasi
Due numeri di FS Report. Collezione Pietro Rivasi

Note

La maledizione di vivere in un paese piccolo.

Ho sempre preferito non dipingere “a casa”, perché non appena apparivano due tag in giro, c’era sempre qualche adulto che mi conosceva che in modo bonario mi chiedeva: “hai fatto un giro stanotte?”

Emblematico fu una volta, mentre dipingevo una insegna a Milano Marittima per un locale, vengo fermato dai carabinieri e mi viene fatto notare che visto che ho degli spray posso essere sospettato di commettere atti vandalici…

Stuko Done Spot - Indelebile 1994, Rimini
Stuko, Done, Spot, Indelebile 1994, Rimini
Spot Stuko Done Dizney, Juice jam, Ancona 1994
Spot, Stuko, Done, Block, Dizney, Juice jam, Ancona 1994
Done (ADR), Enist (FTR), Spot (USL), Duke1 - Dal libro "Panico totale - Pisa convention 1996-2000" di Alessandra Ioalè - Collezione Pietro Rivasi