.ICONE 2002 – 2013

Dal 20 dicembre 2025 Gate 26A, in via Carteria 26A a Modena, ospita .ICONE 2002 – 2013, una mostra che ripercorre e rilegge l’esperienza di .ICONE, il progetto che tra il 2002 e il 2013 ha rappresentato uno snodo fondamentale per la cultura del writing e dell’arte urbana a Modena, collocando la città all’interno di una mappa internazionale di pratiche e sperimentazioni.
Nato dall’esperienza di Pietro Rivasi, Gianmario Sannicola e Francesco Bevini, ICONE ha trasformato Modena in un punto di incontro e scambio internazionale per writers, artisti, fotografi e musicisti legati alle sottoculture underground e alla sperimentazione urbana. Una parentesi temporanea ma incisiva, capace di lasciare segni duraturi, e in alcuni casi ancora visibili, nello spazio pubblico.
Concluso il festival, la città tornava alla sua quotidianità, spesso ignara di quella vita parallela che continuava a esistere sui muri: superfici, sottopassi e angoli sconosciuti che attraverso tracce, stili e narrazioni raccontavano l’evoluzione del graffitismo contemporaneo e il suo rapporto con il contesto urbano.
La mostra .ICONE 2002 – 2013 propone un percorso che attraversa dieci edizioni di una jam atipica e scelte non sempre consapevoli, e arriva a un presente fatto di nuove forme, nuovi spazi e una diversa consapevolezza. Un racconto che tiene insieme pratiche illegali e individuali con momenti pubblici e costruzione collettiva, dimensione notturna e visibilità diurna.
In esposizione una “collezione di attimi” — per citare i Negazione — composta da documenti, fotografie, materiali d’archivio, sperimentazioni e relazioni umane che hanno contribuito a rendere Modena un punto nevralgico per le culture urbane, modificando in modo profondo il rapporto tra arte e spazio pubblico.
Una parte di chi ha ideato e costruito ICONE fa oggi parte del comitato scientifico di Urbaner, culture urbane Emilia-Romagna: un passaggio maturato ma non scontato, che permette di proseguire un lavoro di ricerca, riflessione e documentazione sui processi urbani, mantenendo viva una memoria critica e non pacificata di quell’esperienza.
ICONE 2002 – 2013 vuole essere sopratutto un’occasione per interrogare il presente: sul ruolo del writing, sulle politiche culturali legate allo spazio pubblico e su ciò che resta, oggi, di un gesto capace di produrre immaginari, conflitti e possibilità.
Si ringrazia Albi Bello per alcuni passaggi del comunicato e, se desiderate approfondire cosa è stato .ICONE vi suggeriamo la lettura di “Modena, ma che cazzo fai”.
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