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Nasce URBANER, un nuovo approccio allo studio delle Culture Urbane in Emilia-Romagna

19 Settembre 2020
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URBANER, Culture Urbane Emilia-Romagna, è un progetto, principalmente basato nella sua prima fase su un portale web (www.urbaner.it) che nasce dalla volontà del Comune di Modena di riconoscere e valorizzare le culture che si formano in ambito urbano e che, in una prospettiva estetica, sociale e antropologica, generano talenti e tendenze in diversi campi: dalla fotografia alla pittura o al graphic design, fino ad arrivare alla musica, ai tatuaggi o a sport come lo skateboard e la BMX.

In un periodo storico nel quale l’arte pubblica sta godendo di grande popolarità, questo strumento indaga e approfondisce i temi legati all’arte urbana: writing, street art e muralismo contemporaneo sono divenuti concetti centrali nel momento in cui l’accesso ai luoghi della cultura ha subito forti limitazioni, sollevando la necessità di ripensare al ruolo e alle modalità di fruizione dell’arte.

Questo percorso, condotto da Pierpaolo Ascari e Pietro Rivasi, ricostruisce lo storico di writing, street art e nuovo muralismo, approdati nel nostro territorio a partire dagli anni Ottanta e, attraverso le interviste ai protagonisti della scena, indaga la loro evoluzione ponendo particolare attenzione ai contesti socioculturali che ne hanno importato i codici ed elaborato lo sviluppo.

 

lancio urbaner culture urbane emilia romagna

Il sito www.urbaner.it

Il sito urbaner.it, in costante aggiornamento, si compone nella sua fase iniziale di due aree principali:

  • la sezione News, dedicata a iniziative, manifestazioni ed eventi legati alle culture urbane sull’area geografica di interesse. Non vi saranno, quindi, solo iniziative promosse da URBANER, ma questo potrà diventare per le diverse realtà un contenitore utile alla promozione e valorizzazione delle singole iniziative.
  • la sezione La ricerca, all’interno della quale si possono navigare due aree più vaste denominate Interviste e Mappa, che raccoglierà gli esiti della ricerca “L’arte urbana ed i suoi processi culturali in Emilia-Romagna”, frutto della partnership tra l’Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali dell’Emilia-Romagna e l’Assessorato alla Cultura del Comune di Modena.

Le interviste raccolte fino ad oggi sono più di 30, frutto di un lungo lavoro di incontri con le figure che hanno vissuto in prima persona e contribuito al diffondersi delle culture urbane nella nostra regione, e non solo. Alle interviste sono collegate grandi raccolte di fotografie e di video, cortesemente donate dalle persone intervistate, materiale molto prezioso in un’ottica di documentazione e difficilmente reperibile, se non addirittura impossibile.

Per gli utenti interessati a visitare e fruire dal vivo dei luoghi della cultura urbana è disponibile una mappa digitale con i punti di interesse all’interno della Regione.
Ad oggi i luoghi di interesse registrati sono più di 300, suddivisi ad oggi in quattro macro categorie che presto si arricchiranno di altri progetti già avviati: “Festival ed eventi di arte urbana”, “Gallerie, negozi e luoghi di produzione culturale”, “Hall of fame, muri liberi e luoghi autogestiti di produzione culturale” e “Opere spontanee”.

Il portale è inoltre supportato dai profili Facebook e Instagram, che ad oggi hanno avuto già una buona risposta nonostante il progetto non sia stato ancora presentato ufficialmente, con l’obiettivo di divulgare i contenuti del sito su canali maggiormente accessibili alle nuove generazioni.

 

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La ricerca “L’arte urbana e i suoi processi culturali in Emilia-Romagna”

“L’arte urbana e i suoi processi culturali in Emilia-Romagna” è una ricerca frutto della partnership tra l’Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali dell’Emilia-Romagna e l’Assessorato alla Cultura del Comune di Modena.

La ricerca condotta da Pierpaolo Ascari e Pietro Rivasi ricostruisce la storia di writing, street art e nuovo muralismo nel territorio regionale, dove questi linguaggi sono approdati a partire dagli anni Ottanta. Attraverso lo strumento delle interviste ai protagonisti, inoltre, ambisce a mettere in luce qual è il rapporto tra la loro evoluzione e i contesti in cui si è venuta a determinare.

Gli esiti della ricerca verranno pubblicati sulla banca dati dell’Arte Urbana in E-R del Catalogo del Patrimonio Culturale della Regione Emilia-Romagna PatE-R insieme ad una prima ricognizione delle opere più importanti dal punto di vista storico-artistico presenti sul territorio, condotta utilizzando in modo inedito per l’Arte Urbana gli standard catalografici della scheda OAC (Opere D’Arte Contemporanea).

La ricerca include inoltre la mappatura digitale delle opere e dei luoghi di produzione culturale legati nel presente o nel passato a questo ambito, mettendo così a disposizione una guida della dislocazione storica e geografica del fenomeno sul territorio.

Dal 2003 l’IBC valorizza l’arte contemporanea del territorio dell’Emilia-Romagna e i mutamenti artistici che hanno portato ai concetti d’avanguardia attraverso le ricerche sperimentali più ardite, sia intellettuali, sia pratiche, e su questi temi ha promosso nel 2011 un’indagine culturale e un confronto tra esperti del settore e, unitamente all’Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna, ha collaborato alla giornata di studi del 2016 “Archivi e cataloghi dell’effimero” per la realizzazione di un archivio digitale di opere, documenti e testimonianze relative all’arte urbana in Emilia-Romagna dalla metà degli anni ’80 ad oggi. Ora, in collaborazione con il Comune di Modena, che ha sviluppato un’ampia e costante esperienza nel campo della street art contribuendo alla diffusione dell’interesse per questo genere culturale, IBC intende proporre un percorso di approfondimento e confronto sull’argomento, che metta in relazione la situazione modenese con la più ampia realtà regionale, nazionale e internazionale, indagando le nuove forme espressive che la Street Art sta assumendo, i suoi significati e le sue prospettive attuali e future.

Il progetto in corso d’opera si propone di raggiungere una serie di obiettivi e di iniziative che dialoghino con gli altri territori nei quali essa si è diffusa, in particolare tende all’analisi dei suoi processi in ambito pubblico e privato in Emilia-Romagna, al fine della conoscenza e valorizzazione dei linguaggi e delle produzioni artistiche sviluppatesi dagli anni Ottanta del XX secolo al presente, sia in relazione alle possibili trasformazioni future,  sia per favorire la conoscenza della street art come forma di arte pubblica e la lucida comprensione dei processi che l’alimentano.

È stato costituito un Comitato scientifico formato da Mila Bongiovì, Claudia Collina, Stefano Ferrari, Daniele Pitteri e Claudio Spadoni che si è confrontato sui processi di sviluppo della street art per indagare i riflessi e le ricadute che hanno avuto in diversi ambiti e settori, da quello istituzionale e museale a quello del mercato dell’arte, da quello accademico universitario a quello giuridico e amministrativo, da quello estetico ed artistico a quello antropologico, da quello sociale a quello psicologico.