“I am not what I own, I am what I live”, personale di Alonso Alcalde presso Hobo Spazio Urbano a Modena

24 Novembre 2023 by Elia Mazzotti Gentili
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In occasione di Assedio, la due giorni curata da Urbaner sul rapporto tra controculture e spazio pubblico, e a chiudere il ciclo espositivo del 2023, Hobo Spazio Urbano ha il piacere e l’onore di ospitare uno dei nomi più stimati nel panorama del train bombing internazionale, Alonso Alcalde, un artista contemporaneo poliedrico e dai molti alias che inizia il suo percorso creativo come writer alla fine degli anni ’90 e che grazie alla riconoscibilità dello stile sviluppato sui vagoni di tutto il mondo, ha conquistato un ruolo di primo piano nella scena dell’arte urbana.

Alonso Alcalde portrait. Hobo spazio urbano urbaner assedio modena writing graffiti
Alonso Alcalde portrait

Esplorare e conoscere il mondo alla ricerca di nuove amicizie, ambientazioni e avventure è da sempre l’anima della sua poetica: “Patiperro”, viaggiatore instancabile, è infatti anche il titolo del libro che nel 2020 oltre ad averne definitivamente consacrato l’attività di fotografo, ha anche fatto conoscere al grande pubblico le sue opere pittoriche e a tecnica mista.

Alcalde affianca dunque ad una attività artistica underground, che con piena consapevolezza utilizza i vagoni dei treni come supporto per opere che amalgamano calligrafia e pittura, una istituzionale con all’attivo 2 mostre personali e 2 curatissimi cataloghi: Genesis (Crack Kids Gallery, Lisbon 2021) e Meraki (Montana Gallery Barcelona, 2022).

Un percorso quello di Alonso strettamente legato al mondo dell’editoria: non si contano infatti le collaborazioni con le più prestigiose riviste di settore, da Xplicit Grafx a Tra/montana e a progetti monografici come Gran Reserva Vol.2 del leggendario Vino TSK – di cui ha anche curato ogni aspetto del layout – o il recentissimo Unalive dell’australiano Suicide DTS.

Molte sue opere inoltre, e questa è una delle particolarità più innovative, sono realizzate tagliando e riassemblando in raffinati collage nel tempo divenuti tridimensionali, le prove di stampa delle pubblicazioni alle quali ha collaborato con i suoi scatti o della più stretta cerchia di amici.

Alonso Alcalde portrait. Hobo spazio urbano urbaner assedio modena writing graffiti

 

In occasione della mostra modenese I am not what I own, I am what I live, Alcalde ha selezionato un insieme di collage che caleranno i visitatori nel suo mondo: una parte dominati da segni calligrafici realizzati a marker e spray, intuitivamente riconducibili al mondo del writing, l’altra caratterizzata invece dalla presenza di dettagli fotografici che arricchiscono le composizioni di ulteriori elementi: gli ambienti ferroviari, i capi d’abbigliamento più identificativi per la scena, le atmosfere dominate da una calma apparente.

Il titolo della mostra, I am not what I own, I am what I live, riassume perfettamente ciò che spinge l’artista e ne anima le opere: il train bombing che rappresenta la base del suo percorso creativo, è una attività totalizzante, impegnativa in termini di tempo ed energie, e solo chi lo abbraccia come stile di vita, è in grado di portarlo alla sua massima espressione, un’arte a tutti gli effetti.

La vita dell’autore e la sua arte finiscono così per fondersi in un tutt’uno: le esperienze intense che ogni bomber affronta, condivise con persone accomunate dalla medesima mentalità, sono attimi che cementano i rapporti ed abbattono quei confini che disgregano le comunità- provenienza, estrazione sociale, colore della pelle, sesso o religione.

Ciò che si vive è ciò che si è, mentre tutto il resto si dissolve nella tensione condivisa ad un obiettivo comune.

 

 


 

ENGLISH VERSION

ALONSO ALCALDE
I am not what I own, I am what I live.

On the occasion of Assedio – the two-day event curated by Urbaner on the relationship between counter cultures and public space – and to close the 2023 exhibition cycle, Hobo Spazio Urbano has the pleasure and honour of hosting one of the most esteemed names on the international train bombing scene, Alonso Alcalde. A multifaceted contemporary artist with many aliases who began his creative career as a writer in the late 1990s and who, thanks to the recognisable style he developed on trains all over the world, has gained a leading role in the urban art scene.

Exploring and getting to know the world in search of new friendships, settings and adventures has always been the soul of his poetics: Patiperro, tireless traveller, is in fact also the title of the book that in 2020 not only definitively consecrated his activity as a photographer, but also made his pictorial and mixed media works known to the general public.

Alcalde thus flanks an underground artistic activity, which with full awareness uses train carriages as a support for works that amalgamate calligraphy and painting, with an institutional one with 2 solo exhibitions and 2 well-edited catalogues to his credit: Genesis (Crack Kids Gallery, Lisbon 2021) and Meraki (Montana Gallery Barcelona, 2022).

Alonso’s career is closely linked to the world of publishing: he has collaborated with the most prestigious magazines in the sector, from Xplicit Grafx to Tra/monta and to monographic projects such as Gran Reserva Vol.2 by the legendary Vino TSK – whose layout he also took care of – or the very recent Unalive by the Australian Suicide DTS.

Moreover, many of his works, and this is one of his most innovative peculiarities, are created by cutting and reassembling in refined collages that over time have become three-dimensional, the proofs of publications to which he has collaborated with his shots or those of his closest circle of friends.

On the occasion of the Modenese exhibition, Alcalde has selected a set of collages that will immerse visitors in his world: one part dominated by calligraphic signs made with markers and sprays, intuitively

referable to the world of writing, the other characterised instead by the presence of photographic details that enrich the compositions with further elements: the railway environments, the most identifiable pieces of clothing for the scene, the atmospheres dominated by an apparent calm.

The title of the exhibition, “I am not what I own, I am what I live” perfectly sums up what drives the artist and animates his works: train bombing, which represents the basis of his creative journey, is a totalising

activity, demanding in terms of time and energy, and only those who embrace it as a lifestyle are able to take it to its fullest expression, an art to all intents and purposes.

The author’s life and his art thus end up merging into one: the intense experiences that each bomber faces, shared with like-minded people, are moments that cement relationships and break down those boundaries that break down communities – origin, social background, skin colour, gender or religion.

What one experiences is what one is, while everything else dissolves in the shared tension towards a common goal.

 


 

PIETRO RIVASI

Curatore indipendente specializzato in arte urbana, membro del comitato scientifico di Urbaner; dal 2002 collabora con artisti, gallerie, brand e case editrici come Francesco Barbieri, Giorgio Bartocci, Alonso Alcalde, MosesTaps™, Zelle Asphaltkultur, Alex Fakso, Grog, Whole Train Press, Tramontana Magazine e Flight Mode.
Vive e lavora a Modena.

 

HOBO SPAZIO URBANO

Lo spazio di via Carteria 104, affidato dal Comune di Modena – Assessorato alla Cultura attraverso il Bando pubblico “Carteria 26+104” all’Associazione Culturale Stoff con le progettualità e le finalità del progetto Dedalo, motore di un’azione progressiva di rigenerazione urbana e sociale in una zona del centro storico di Modena, ha riaperto le porte alla città grazie a una ricca programmazione artistica e culturale.

HOBO – Spazio Urbano è la veste con cui lo spazio si presenta al pubblico, grazie alla preziosa collaborazione con Gianmario Sannicola, a cui viene affidata la cura della programmazione artistica dello spazio, e a URBANER – Culture Urbane Emilia-Romagna, progetto nato nel 2020 dalla volontà dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Modena di riconoscere e valorizzare le culture che si formano in ambito urbano e che, in una prospettiva estetica, sociale e antropologica, generano talenti e tendenze in diversi campi.